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Recensione Vivobike S2 MAX

Monopattini elettrici Vivo bike, modelli, prezzi, ricambi, recensioni: https://www.vivobike.it/
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Federico Bergna
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Recensione Vivobike S2 MAX

Pubblichiamo questa completa recensione per il modello vivobike S2 MAX che abbiamo trovato da un acquirente su Amazon.
Fonte: Recensione Amazon vivobike S2 MAX

Questa recensione viene adesso aggiornata dopo quattro mesi abbondanti di uso e qualche centinaio di km. C'è un leggero ma evidente calo della batteria nella durata e nello spunto, può essere dovuto all'inverno, anche se dalle mie parti non fa molto freddo. Due mesi fa ho dato la prima gonfiatina alle gomme, dopo quella iniziale, constatando una perdita assolutamente accettabile su entrambe le ruote. Nessuna vite pare essersi allentata. Ricarico la batteria ogni 4 giorni circa, quando è a 2 o 3 tacche su 5, a occhio circa ogni 15-20 km., percorsi tutti in città, pianura o salita molto leggera.

Le specifiche che si leggono nell'inserzione sono ottime e veritiere. Il monopattino è perfetto per persone di media e alta statura. Quasi il top per le strade sconnesse, grazie al pneumatico ampio, con camera d'aria e da 10 pollici, e agli ammortizzatori posteriori veri, come da foto. Su basolato e sampietrini si balla, ma mi riferisco a pavimentazioni dove con altri concorrenti "di marca" è un vero e proprio rodeo al punto che è preferibile scendere procedere a spinta. Supera le piccole asperità in silenzio, laddove altri producono rumori sinistri e verosimilmente subiscono un forte stress meccanico. Con carico 80 kg arriva a 27km/h su display. Le indicazioni del tachimetro sono piuttosto precise, le ho verificate con il GPS dell'orologio Garmin e con un computer gps da bicicletta. Lo scarto è di 0,5/1,5 km/h, a seconda delle situazioni, ma una simile oscillazione è dovuta al tachimetro GPS e non a quello del monopattino.

Il monopattino è bello stabile e finirete per usarlo sempre nella modalità sport, perché anche alla massima andatura, su una strada asfaltata discretamente, ci si sente piuttosto sicuri.
Fino a 3 tacche su 5 di batteria la velocità max viene raggiunta facilmente, poi ci vuole più tempo. I primi giorni andava meglio. Ad ogni modo, nelle salite leggere va veloce, quasi come in piano; in quelle impegnative, come è ovvio, rallenta abbastanza; sulla rampa del garage sotterraneo occorre "collaborare" alla spinta.

Belle le manopole e i comandi al manubrio, entrambi di qualità premium.
Rimane un po' di spazio tra le manopole per montare qualche accessorio. Ad esempio sto provando il contachilometri GPS che vedete in una delle foto, ma devo dire che non è molto indicato al commuting veloce, avendo bisogno di qualche minuto di tempo per agganciare i satelliti.
Ad ogni modo, chi vuole con sé tutto quello che serve dovrà sperimentare una soluzione come quella che vedete nella fotografia, che mi ha consentito di riutilizzare una borsetta (accessorio indispensabile per portare con sé un lucchetto o il giubbino catarifrangente, che di notte è obbligatorio), clacson e faro a led, tutta roba che avevo già in uso sulla mia city-bike.
Lo snodo del manubrio si chiude e si apre in un attimo, meccanismo di blocco ben realizzato.

Campanellino a levetta incorporato nel comando freno, utile x pedoni, e anche questo ben realizzato, come da foto. Meglio che nei Segway, ad esempio.

C'è il cruise control, che si attiva (emettendo un beep) dopo che per 5 sec. andate a velocità costante. Si disattiva frenando o azionando l'acceleratore. È molto comodo e cercherete sempre di attivarlo al più presto per farvi portare dal monopattino anziché guidare voi.
Manca l'app x il cellulare, ma ho saputo che di recente la Casa la ha aggiunta, verificate prima di comprare . Le info visualizzate sul display (ben visibile in ogni condizione) sono: velocità, potenza (3 livelli tra cui il 6km/h che non userete mai), 5 tacche per lo stato di carica della batteria, spia delle luci.

La luce anteriore è molto luminosa, ma comunque non sufficiente ad illuminare una strada buia in maniera adeguata alla velocità che il monopattino può raggiungere. Il fascio di luce è conico e non è sagomato come avviene nei concorrenti più blasonati e costosi per ridurre l'abbagliamento.
La luce posteriore, di aspetto un po' povero, è comunque molto ben visibile anche la lunga distanza e, anche quando le luci sono spente, lampeggia quando si aziona il sistema frenante.

Entrambe le luci si accendono e spengono insieme mediante l'unico pulsante presente sul manubrio, che poi è lo stesso che si adopera per accendere e spegnere il monopattino e per scegliere il livello di potenza.
Sono passati 4 mesi dall'acquisto ed è inverno, l'autonomia è rimasta notevole, ma ad occhio non è quella delle prime ricariche.
La batteria - cioè l'elemento più costoso di un monopattino elettrico - è più potente (10.000mAh) di quella che si trova in concorrenti di pari prezzo (7.500mAh) e rende molto competitivo il prezzo, se rimane entro i 400 Euro.

Non è rimovibile, dunque va ricaricata portando il monopattino vicino ad una presa di corrente elettrica.
L'alimentatore possiede un LED che è di colore rosso durante la fase attiva della carica, per poi diventare verde a carica completa.
Telaio in alluminio, come dimostrano le larghe saldature che si vedono nelle fotografie, perfetto, insieme alle gomme non piene, per mantenere il peso al livello della concorrenza malgrado il Vivo bike S2 max vanti la batteria più grossa, le ruote larghe e da 10 pollici, e gli ammortizzatori posteriori.

Difetti:
- il parafango posteriore pare un po' debole, come quello del suo più blasonato concorrente, e dunque va trattato con riguardo, anche perché
- il cavo elettrico che alimenta il fanalino posteriore corre non protetto dal lato interno del parafango, pericolosamente vicino al battistrada, ed è attaccato con colla a caldo in modo osceno. Non vi azzardate ad usare il parafango come freno pestandolo, anche perché è una tecnica poco compatibile col pneumatico a camera d'aria. Oltretutto i freno a disco basta e avanza anche nelle discese più impegnative.
- come detto, fanale anteriore poco potente, non illumina a dovere la strada (ma vi vedono bene comunque). Poco male, chi fa ampio uso serale può montare un faro led aggiuntivo.
avrei gradito la possibilità di far lampeggiare il fanale anteriore per aumentare la visibilità del monopattino nelle ore diurne.
- ben funzionante, ma poco potente il campanellino, carino e adeguato se sei lontano dal traffico dei veicoli a motore; ma nell'uso stradale occorre montare un clacson più potente. A ben vedere poter disporre di entrambi i segnali acustici costituisce la soluzione migliore.
- il sistema frenante è potente ma non è il massimo quanto a dosabilità, anche se col tempo pare essere divenuto più progressivo.
- L'alimentatore scalda molto nella fase di ricarica.

Vi sono poi dei limiti, connessi con le scelte progettuali (dunque non dei veri difetti, ma altra faccia della medaglia di taluni pregi), e delle rinunce comprensibili, dovute al posizionamento nella fascia di prezzo:

- le ruote con camera d'aria (ma anche le tubeless) sono le migliori per il confort, sono assai più leggere rispetto a quelle piene (con vantaggio per la velocità massima raggiungibile), e sono ancor più utili nei monopattini a trazione anteriore perché il grip è migliore rispetto alle gomme piene; ma se si fora occorre cercare il gommista e all'occorrenza magari una camera d'aria giusta, e la ruota va smontata (operazione che comunque non è difficile in questo monopattino, lo so in quanto ho recentemente dovuto sostituire il pneumatico posteriore che si era deformato ).
- il manubrio - ma è così anche per la maggior parte dei monopattini best seller - non é regolabile in altezza, ma sicuramente ok per chi è sopra 1,70, e comunque non dovrebbe costituire un problema per persone di più bassa statura; a mio parere non è un difetto, un manubrio regolabile avrebbe fatto aumentare il peso del monopattino, e se si sceglie di realizzare un monopattino con manubrio non regolabile è corretto optare per una maggiore altezza, perché un manubrio troppo basso per la statura dell'utilizzatore non è solo scomodo, ma anche pericoloso.
- Il monopattino pensavo fosse un po' più lungo (poca roba comunque) della concorrenza per via dell' ammortizzatore posteriore. Ma affiancato ad altri ho notato che non è così; rimane il fatto che negli ascensori piccoli il manubrio va piegato e il monopattino va tenuto in piedi.
- Come tutti i monopattini non Xiaomi o Segway, non si trova una produzione di componentistica aftermarket dedicata allo specifico modello. Tuttavia non è difficile trovare componenti che si possono adattare. Ad esempio si può montare una forcella ammortizzata Monorim, io ci sono riuscito con qualche piccola modifica, come rifare i fori filettati per le viti che ancorano i coprimozzi , fare un foro nuovo nella parte nascosta del tubo del monorim per spostare un bulloncino ... un biciclettista bravo e disponibile non avrebbe problemi, certo che tra acquisto e installazione vanno via tanti soldini...
- manca il contachilometri, c'è solo il tachimetro... ma credo sia così x tutti gli scooter senza app per cellulare. Recentemente ho contattato il servizio assistenza e mi hanno fornito il display con Bluetooth. Ottima cosa, dal momento che mi rodeva non avere un'idea precisa di quanta strada faccio, di quanto è l'autonomia, di non potere stimare con esattezza i risparmi conseguiti lasciando in garage i mezzi a motore ... Beh ma riesco a spiegare come mai ma installando il nuovo display sono comparsi magicamente i chilometri che avevo già fatto con il vecchio display non Bluetooth...

In conclusione, tutto quello che per me era importante l'ho trovato in questo monopattino, e per quel poco che manca si può in buona parte provvedere facilmente con l'aftermarket e una spesa contenuta, e nella misura in cui lo si reputa utile.
Chi teme le complicazioni dovute alle forature, chi lo usa per l'ultimo miglio e non ha bisogno di tanta autonomia e di un'andatura brillante, chi vive in luoghi dove l'asfalto stradale è curato, potrebbe preferire qualche altra soluzione, magari più modaiola e con meno cavi in vista. Ma non ci si illuda di guadagnare anche in minor peso e si valutino attentamente le esigenze di autonomia, se davvero si è disponibili ad accettare una minore velocità (tra 20 e 27 km orari c'è una bella differenza, e io sto ringraziando ogni giorno quei 7 km orari in più) e le condizioni della pavimentazione stradale della propria città.

Una versione premium dell'S2 Max sarebbe stata una bella idea; sarebbe bastato implementare, in ordine di priorità, la forcella ammortizzata, l'app per il cellulare (presente forse negli ultimi esemplari in vendita), un faro anteriore e un campanello più potenti.
Ma l'azienda temo abbia scelto un'altra strada: piuttosto che continuare a commercializzare questo "clone" dello Xiaomi, migliorandolo, la Vivobike ha introdotto altri modelli, sicuramente più modaioli e rifiniti (S3, S3 Pro e S3 Max). Ora. saranno pure eleganti e forse persino "Italiani", ma il fatto che non abbiano ammortizzatori e che i primi due abbiano anche ruote più piccole mi induce a tenermi quello che adesso ho, che con circa €150 di spese aggiuntive è diventato perfetto per le mie esigenze.


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